Ode alla nostra Sopressa vincente

In attesa che riparta la nuova edizione de “L’artista del panino”, vi racconto la nuova versione dello spuntino leggendario da pic-nic con gli occhi di chi ha partecipato e vinto il concorso itinerante che decreta il miglior panino dell’anno… perché non si può definirlo solo “panino”, ma un piatto gustoso e sano che ci rappresenta ovunque.

Come nel calcio, anche qui un modulo di gioco ben preciso: 3 – 10 – 15 la formula dell’edizione 2018. 3 giudici eccelsi: Chef Rubio, Moreno Cedroni (2 stelle Michelin) e Sonia Peronaci (Giallozafferano.it), 10 finalisti e 15 minuti… ma 1 solo vincitore!  Nella scorsa edizione il vincitore è stato un nostro conterraneo, Gianpietro Sartori del Caffè Roma di Marostica, che ha proposto una sfiziosa ricetta del Marostica brunch preparato con frittata dolce di fichi, crema di robiola pepata abbinata ad una grappa aromatizzata al miele da spruzzare nel panino (o per i più audaci anche in bocca), e ingrediente principe la sopressa veneta… la nostra sopressa!
Ebbene sì! Con Gianpietro, anche Brunello ha condiviso la soddisfazione di vincere e aver prevalso su altri prodotti.

“Ho realizzato il sandwich con il pane Black&White Gourmy Burger di Vandemoortele, pane di segale dall’impasto soffice e briosciato adatto alle preparazioni agrodolci” – spiega il nuovo Artista del panino -. “Per la farcitura ho accostato alla Sopressa vicentina, un gustoso salume fatto con le parti nobili del maiale, una frittata a base di fichi secchi, crema di robiola e qualche goccia di grappa”.

Questa la ricetta magica, poesia per le nostre papille gustative, un ritorno al passato con radici moderne in stile gourmet, come vuole la moda di oggi. Un modo tutto nuovo per riproporre il brunch dei nostri nonni veneti in chiave odierna, pensando che nelle loro case non mancavano mai uova, frutta secca e una buona sopressa di casa, inventando un panino old style presentato e servito in un piatto a forma di paletta come a simboleggiare che del cibo non si butta via mai niente!
Un Grazie particolare quindi alla sua maestria con la quale ha saputo bilanciare i gusti e colpire i palati dei giudici… e grazie alla nostra Sopressa nostrana per essere così buona!

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